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PAZIENTI IN VACANZA – le raccomandazioni dell'oncologo e dello psiconcologo

Pubblicato il 12/07/2019

in Collaborazione con: dott. Michele Aieta, dott. Alessandro Lettini

vacanza

Concedersi una vacanza è importante

Partire per una vacanza ha i suoi benefici fisici e psicologici anche per i pazienti sottoposti a terapie oncologiche. Il primo passo da compiere è quello di parlarne con il proprio medico. Se le condizioni fisiche consentono spostamenti e il periodo prescelto è compatibile con le eventuali cure in corso, non è necessario rinunciare alle ferie ma occorre osservare alcune accortezze per concedersi una tregua dalla routine medica. Come evidenziato da diversi studi, un paziente oncologico motivato e forte dal punto di vista psicologico reagisce meglio ai trattamenti perché è capace di aderire alla cura con coscienza, sistematicità e determinazione. La predisposizione personale può influire sulle fasi del decorso della malattia, sulla qualità di vita della persona malata e anche sui caregiver, ovvero, familiari e amici che assistono la persona ammalata. In quest’ottica la vacanza non deve essere intesa come un qualcosa di impossibile, di incompatibile con le cure, anzi può costituire una componente centrale del processo di riabilitazione psicofisica. Il percorso di cura oncologico, infatti, richiede un grande sforzo in termini psicologici e concedersi una vacanza in un luogo tranquillo, circondato dalle persone care, può essere di beneficio per superare i sentimenti negativi, come la demoralizzazione, e ricaricare energie positive necessarie per affrontare, magari, un nuovo periodo di terapie. Inoltre, è bene sottolineare l’impatto positivo della vacanza anche sui caregiver che si dedicano ai propri familiari ammalati. I caregiver sono quelli che si prendono cura, che entrano ed escono dagli ospedali, dagli uffici amministrativi, dai patronati, dalle sanitarie per sostenere e aiutare il familiare nel percorso di cura e che hanno bisogno anche loro di staccare un po’ la spina senza sentirsi in colpa.

 

Consigli pratici per programmare una vacanza

1) Il primo consiglio utile è sempre quello di parlarne e programmare la vacanza insieme al proprio medico che, conoscendo nel dettaglio la situazione, può dare suggerimenti pratici e regole da rispettare. In linea di massima non ci sono vincoli che escludano di scegliere come meta il mare, la montagna, i laghi o città d’arte, così come mete all’estero. Meglio, comunque, evitare destinazioni estreme o che richiedano numerosi spostamenti. E’ consigliabile, invece, optare per una meta nelle vicinanze di una struttura ospedaliera cui potersi rivolgere in caso di necessità.

2) Per essere preparati a qualsiasi evenienza, sarebbe opportuno portare con sé in vacanza, anche una breve relazione a cura del proprio oncologo in cui si spiega brevemente la patologia, la sua evoluzione, il trattamento in corso e quello eseguito. La conoscenza della storia clinica permette di poter fronteggiare con maggiore facilità situazioni impreviste o emergenze.

3) In particolare, per chi è in chemioterapia occorre valutare i tempi della partenza tenendo presente che sarebbe meglio allontanarsi da casa dopo circa 10-12 giorni dall’ultima seduta, quando in genere sono stati smaltiti la maggior parte degli effetti collaterali che possono debilitare il malato e rendere spiacevole il viaggio.

4) Un po’ più complesso è l’allontanamento da casa di pazienti che hanno un tumore in stadio avanzato, ma anche in questo caso non è necessario rinunciare a prescindere. Il principio fondamentale è sempre quello di portare una relazione clinica del proprio oncologo e optare per un luogo vicino, che sia dotato di una struttura ospedaliera che in caso d’imprevisti o emergenze possa fronteggiare la situazione.

5) Occhio al sole! In generale tutti i pazienti oncologici devono fare attenzione al sole e proteggersi con opportuni provvedimenti. Eventuali cicatrici, effetti collaterali delle radiazioni o farmaci fotosensibilizzanti rendono la pelle molto sensibile, per cui è fondamentale seguire tutti gli accorgimenti necessari per proteggersi evitando di esporsi nelle ore centrali della giornata. In ogni caso è consigliabile utilizzare la protezione solare più alta, necessaria a seguito dell’effetto peeling causato dai trattamenti oncologici sulla pelle.

6) Per quanto riguarda l’alimentazione, è consigliabile per tutti bere molta acqua per idratarsi e mangiare cibi freschi e leggeri. Frutta e verdura di stagione sono un’ottima indicazione, e nel periodo estivo possono essere: ciliegie, pesche, albicocche, meloni, bieta, carote, cetrioli, lattuga, cipolle, fagiolini. Sono elementi che apportano vitamine, proteine, fibre, sostanze benefiche per l’organismo e specialmente per i pazienti che stanno affrontando nella loro vita un percorso di cura. Una particolare attenzione riguarda le modalità di cottura degli alimenti: evitare quella ad alte temperature scegliendo, invece, una più lenta. Evitare il pesce crudo, specie i molluschi, per non rischiare infezioni. E’ bene, poi, ridurre al minimo l’alcol perché può predisporre a tossicità epatica.

7) Se le condizioni fisiche lo consentono, è consigliabile fare una moderata attività fisica come passeggiate leggere e lente nuotate. Inoltre, praticare un’attività fisica sotto controllo medico durante la malattia può essere di grande aiuto per la ripresa fisica e psicologica. Anche in corso di terapia lo sport aiuta a gestire meglio gli effetti collaterali come l'affaticamento, il dolore e la nausea e a sopportare di conseguenza meglio i trattamenti.

in collaborazione con: dott. Michele Aieta Direttore Dipartimento Medico e U.O.C. Oncologia,  dott. Alessandro Lettini responsabile Psiconcologia