Melanoma

È una neoplasia relativamente frequente del sistema melanocitario e, nonostante colpisca prevalentemente la cute, può insorgere anche nella mucosa orale ed ano-genitale, nell’esofago, nelle meningi e nell’occhio. Possono essere colpiti gli adulti di ogni età ed anche gli adolescenti. Nell’uomo la sede più frequente di melanoma è la schiena mentre nella donna sono la schiena e le gambe (dal ginocchio alla caviglia).
Il melanoma si sviluppa in tempi successivi attraverso vari stadi di progressione in cui presenta aspetti clinici ed istologici diversi.
Come è noto, tradizionalmente si distingue in 4 varietà cliniche:
1. melanoma a diffusione superficiale
2. lentigo maligna melanoma
3. melanoma lentigginoso acrale
4.melanoma nodulare
Le prime tre lesioni iniziano con una diffusione ‘piana’ sulla superficie cutanea, che rappresenta la fase di crescita orizzontale (melanoma piano). Dopo un periodo di tempo variabile, questi tumori possono sviluppare componenti nodulari invasive (melanoma piano-cupoliforme).
Invece il melanoma nodulare fin dal primo momento è un nodulo invasivo in profondità (melanoma cupoliforme).
Non si localizza solo cute scoperta, ma anche su quella coperta, può insorgere su cute apparentemente sana o dalla modificazione di un neo preesistente.

Fattori di rischio
La luce solare è ritenuta responsabile del 95% dei casi. L'esposizione solare può essere acuta ("bagni di sole" senza adeguata protezione) o cronica (contadini, marinai, ecc....); in caso di esposizione cronica è più facile ammalarsi di altre neoplasie cutanee. Altri fattori favorenti sono pelle chiara (i soggetti più suscettibili sono quelli con carnagione chiara, capelli rossi o biondi, occhi blu e lentiggini, che si abbronzano poco e presentano frequenti ustioni solari), presenza di nevi displastici, ereditarietà (anamnesi familiare per melanoma), presenza di nevi melanocitari congeniti giganti, immunodepressione, esposizione a cancerogeni, mutazioni del gene CMM1 e dell’oncosoppressore p16. I traumi non favoriscono l’insorgenza di melanoma (altrimenti le zone più colpite sarebbero i piedi).

Melanoma

Il melanoma nella diagnosi precoce si presenta attraverso varie forme e si riconosce dalle normali neoformazioni pigmentate, dette comunemente nei, per le seguenti carattestiche:
A - Aspetto frastagliato ed asimmettrico;
B - Bordi irregolari;
C - Colore nero o marrone, che possa variare nel tempo, esistono però delle forme acromiche, cioè non colorate, quasi impossibili da diagnosticare;
D - Dimensioni variabili nel tempo, cioè tende a crescere;
E - Evoluzione rapida nel tempo, se non viene trattato in maniera tempestiva ed adeguata.
Prima di decidere il trattamento definitivo, è indicata una biopsia.

Melanoma

Ogni lesione cutanea sospetta deve essere tolta (biopsia escissionale). Si procede ad anestesia della zona attorno alla lesione (non nella lesione stessa perché si possono portare cellule neoplastiche in profondità), e quindi a rimozione della lesione pigmentata sospetta arrivando in profondità fino alla fascia muscolare ed in larghezza fino ad uno spazio di cute sana distante almeno 0,5 cm dalla lesione.
Il coinvolgimento linfonodale può essere indagato oggi con la metodica del linfonodo sentinella; se il primo linfonodo di drenaggio è libero, si considerano liberi tutti gli altri, altrimenti occorre rimuovere l’intera stazione linfatica. La ricerca di metastasi va effettuata con indagini diverse a seconda della stadiazione e a seconda dei reperti anamnestici ed obiettivi; Rx torace, ecografia epatica, TC torace, TC addome/pelvi, TC cerebrale ed esami ematochimici (per es. LDH) possono rendersi di volta in volta necessari. Chemioterapia e radioterapia sono utilizzabili a scopo adiuvante, neoadiuvante e/o palliativo; tuttavia la loro collocazione è ancora oggetto di studio. Particolare interesse suscita la terapia biologica (interferon), il cui utilizzo a scopo adiuvante può migliorare il successo della terapia chirurgica.

Melanoma

Un esame accurato della propria pelle, seguendo lo schema ABCDE è la prima forma fondamentale di prevenzione contro il melanoma. Qualora i propri nei cambiassero forma, colore, o dimensione, è necessario rivolgersi immediatamente al dermatologo.
La prevenzione primaria passa anche attraverso l'uso corretto dei filtri solari, dell'abbigliamento e dell'educazione ai giusti comportamenti. L’efficacia delle metodiche di protezione dal sole si esprime nel “fattore di protezione” che consiste nel rapporto tra quantità di radiazione UVB necessaria per produrre un eritema sulla cute protetta e la quantità di UVB necessaria per produrre lo stesso eritema su cute non protetta.


FILTRI SOLARI. Possono essere sia chimici, che assorbono la radiazione UV, o fisici, che la riflettono. Sono fondamentali specie in età pediatrica, dato che il danno attinico è cumulativo. Per essere efficaci, devono avere fattore di protezione di almeno 15.


ABBIGLIAMENTO. Offre un fattore di protezione modesto (ad es, 10 per una maglietta di cotone asciutta), è quindi importante coprirsi bene utilizzando anche cappellini per proteggre la testa e occhiali da sole.


EDUCAZIONE. E' necessario essere informati sul danno attinico. Occorre seguire piccole ma importanti raccomandazione come quella di evitare le ore “picco” della giornata, riapplicare filtri solari (almeno fattore 15) ogni 2 ore e dopo bagni, ricordare che le lampade abbronzanti forniscono quantità di UVA (co-carcinogeni) maggiori rispetto a quelle della luce solare, e che il cielo nuvoloso filtra solo il 20-40% degli UV.

CONTROLLI. La migliore cura è la prevenzione, pertanto sarebbe utile sottoporsi di tanto in tanto ad una visita di controllo dal medico specialista.