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Linea di Ricerca 2
La Valutazione dello Stato di Salute: dal Fattore di Rischio alla Qualità delle Cure
Responsabili: dott. Galasso Rocco
Descrizione
La valutazione dello stato di salute di una popolazione non è solo la conoscenza delle condizioni di salute o la valutazione dell'andamento della salute e delle malattie nella popolazione ma anche lo studio dei fattori che determinano gli stati di malattia e di rischio e la possibilità di variare la frequenza di malattia mediante interventi volti a diminuire i fattori di rischio modificabili. Comprende inoltre la valutazione dei servizi sanitari dal punto di vista dell'offerta e della loro relazione con la domanda, l'uso e l'appropriatezza delle prestazioni sanitarie di tipo preventivo e curativo e la promozione della qualità nell'assistenza
A tale riguardo la linea di ricerca si articola in tre distinti programmi:
Nutrizione e cancro
Riduzione delle disuguaglianze e aumento della qualità dei servizi sanitari resi
Cure Palliative
Le finalità operative si traducono nello sviluppo e utilizzo di strumenti e metodi epidemiologici per la valutazione dello stato di salute e dei relativi determinanti, delle prestazioni e dei servizi con un approccio pragmatico di funzione epidemiologica per la sanità pubblica regionale anche nell'ottica di orientare le strategie di intervento e valutarne e monitorarne la relativa efficacia.
Nutrizione e cancro
Pur non essendo ancora in grado di spiegare il motivo per cui una persona si ammala di tumore e un'altra no, si conoscono elementi che ci circondano e caratteristiche della nostra vita che possono aumentare la nostra probabilità di sviluppare un tumore.
Ciò che aumenta la probabilità di una persona di sviluppare una malattia è chiamato "fattore di rischio"; ciò che fa diminuire la probabilità di una persona di sviluppare una malattia è chiamato "fattore protettivo". Solo alcuni fra i fattori di rischio per i tumori possono essere evitati. Per esempio, sebbene si possa scegliere di smettere di fumare, non si può scegliere quali geni ereditare. Prevenzione significa evitare i fattori di rischio e aumentare i fattori protettivi che possono essere controllati, così da ridurre la probabilità di sviluppo di un tumore.
Sebbene molti fattori di rischio si possono evitare, è importante ricordare che ciò non dà la garanzia di non contrarre un tumore e che, allo stesso tempo, molte persone esposte ad un particolare fattore di rischio non sviluppano alcun tumore.
Nella prevenzione primaria in oncologia assumo rilievo:
1. La riduzione dell'esposizione individuale ai fattori endogeni o esogeni che sono considerati o che si suppone essere cancerogeni;
2. L'identificazione di nuovi fattori di rischio endogeni o esogeni e lo studio del meccanismo di azione di tali fattori di rischio.
Bisogna sottolineare come negli ultimi 50 anni una serie di studi epidemiologici, partendo dalla stima che il 70-80% dei casi oncologici siano attribuibili a fattori esogeni, hanno individuato numerosi cancerogeni e hanno anche indicato come questi possano essere eliminati o controllati attraverso adeguate azioni di prevenzione. Inoltre in ciascun stato europeo le differenze economiche, sociali, geografiche, culturali e politiche hanno determinato differenti attitudini nei confronti dell'esposizione ai cancerogeni.
La nutrizione, nel suo complesso, comprende diversi aspetti della dieta, quali composizione e quantità, peso corporeo e altri aspetti antropometrici, esercizio fisico e bilancio energetico globale.
All'inizio degli anni '80 era stato stimato da parte di diversi studiosi e dalla United States Academy of Sciences che l'alimentazione potesse essere responsabile di circa il 30% di tutte le morti per tumore nei Paesi sviluppati, ma l'intervallo accettabile di questa stima era molto ampio e poteva variare tra il 10% e il 70%. Attualmente la stima più verosimile non è sostanzialmente cambiata, ma l'intervallo accettabile è ristretto ad un ambito tra il 20% e il 50%. Negli ultimi venti anni la ricerca epidemiologica ha potuto migliorare la conoscenza delle relazioni specifiche tra cibo, nutrizione e rischio di tumore, a identificare l'effetto dei singoli cibi e nutrienti e nel trovare una strategia d'intervento appropriata.
Lo stile di vita dei nostri giorni è caratterizzato da grande disponibilità di cibo e da una sempre più diffusa sedentarietà che portano a vivere in una situazione di apparente benessere psico-fisico che spesso non corrisponde con lo stato di salute.
Le abitudini alimentari caratteristiche dei popoli mediterranei si sono progressivamente arricchite di cibi ad alto contenuto di proteine, grassi saturi e di zuccheri fino a superare l'apporto di nutrimento necessario.
Durante la giornata le occasioni per consumare cibo si moltiplicano mentre è difficile trovare tempo per il movimento; all'esercizio fisico vengono dedicati pochi minuti al giorno o qualche ora alla settimana. Tutto ciò ha portato ad uno squilibrio tra il valore calorico del cibo ingerito (entrate) ed il dispendio energetico (uscite) che si manifesta con un aumento del peso.
Viviamo, quindi, in un'epoca di "apparente benessere" ove all'allungarsi dell'aspettativa di vita si registra anche la crescita del rischio di patologie quali: obesità; malattie metaboliche, cardiovascolari e cancro.
La complessa interazione che esiste fra alimenti e cancro, unita all'estrema varietà delle combinazioni alimentari nelle varie popolazioni e alla diversa costituzione genetica degli individui rende arduo riconoscere l'eventuale responsabilità eziologica di uno specifico fattore o stile alimentare. E la principale difficoltà della ricerca epidemiologica su alimentazione e cancro, che si è sviluppata negli ultimi 40 anni a partire dagli studi di correlazione geografica fra il consumo pro capite di vari alimenti e nutrienti e la mortalità per tumore (i cosiddetti studi ecologici, iniziati negli anni sessanta), seguiti dagli studi casi-controlli iniziati negli anni settanta e dagli studi prospettici basati su questionari alimentari, fino agli studi prospettici con banca biologica iniziati negli anni ottanta e agli studi di intervento alimentare degli anni novanta del secolo scorso.
Nel loro insieme, questi studi hanno condotto alla conclusione che oltre un terzo delle neoplasie sono teoricamente prevenibili con modificazioni sostenibili dell'alimentazione da qui la rilevanza degli studi su nutrizione e cancro.
Riduzione delle disuguaglianze e aumento della qualità dei servizi sanitari resi
La valutazione, il controllo ed il monitoraggio delle strutture sanitarie non solo in base all'attività ed al risultato, ma anche in base agli esiti in salute ed alla qualità delle prestazioni erogate sono una esigenza imprescindibile per ottenere il miglior uso delle limitate risorse a disposizione e per raggiungere veri obiettivi di efficacia. Ciò è tanto più vero quando si parla di patologie quali quelle neoplastiche, ad elevato carico assistenziale e sociale e che richiedono una grande quantità di risorse.
Fondamentali sono anche gli aspetti riguardanti la funzionalità delle strutture sanitarie con particolare riguardo ai carichi di lavoro ed alla domanda soddisfatta e gli aspetti di tipo relazionale tra i soggetti e il sistema sanitario
La promozione della qualità nell'assistenza
La promozione della qualità nell'assistenza e dell'appropriatezza degli interventi è uno degli obiettivi prioritari di tutti i sistemi sanitari. Il raggiungimento dell'obiettivo assistenza è garantito non solo da risorse umane e strumentali ma anche da tecnologie sanitarie quali le modalità organizzative e di erogazione di prestazioni sia all'interno dell'ospedale sia nell'intero sistema sanitario.
L'ingegnerizzazione delle procedure organizzative che conducono il paziente all'accesso al servizio, alla diagnosi, al trattamento ed alla valutazione degli outcomes insieme alla valutazione dell'impatto che la scelta ed il successivo utilizzo di una determinata tecnologia sanitaria ha sulla qualità delle prestazioni e sulla produttività delle risorse è di fondamentale importanza per ottenere razionalizzazioni o per accettare razionamenti. Ciò assume notevole rilevanza nel nostro Sistema Sanitario Nazionale in cui è presente la subordinazione del sistema di pagamento a prestazione dei produttori di servizi ad un finanziamento per quota capitaria e, quindi, il sistema di finanziamento assume la funzione di distribuire una quantità prefissata di risorse finanziarie fra forme e livelli alternativi di assistenza e fra le diverse strutture della rete ospedaliera in ragione delle differenze nel loro volume di attività e nella complessità della casistica trattata.
La gestione delle cronicità
In questi ambiti la gestione delle cronicità, in cui i pazienti oncologici rientrano e rappresentano un notevole carico assistenziale, sociale ed economico, assume un ruolo centrale soprattutto quando si considera l'integrazione verticale fra ospedale e territorio. Da non dimenticare l'importanza di garantire l'accesso in strutture dedicate dei pazienti oncologici. Esso infatti risulta uno dei determinanti positivi della sopravvivenza per disponibilità di terapie efficaci, adozione di protocolli terapeutici ottimali, migliorata risposta al trattamento in relazione alla diagnosi precoce, differente qualità del follow-up e della gestione dei pazienti oncologici anche in relazione a patologie associate al tumore ed al suo trattamento.
Gli studi gestionali rappresentano pertanto un importante capitolo nella valutazione dello stato di salute di una popolazione.
Cure Palliative
Pur se nell'ambito della promozione della qualità nell'assistenza un capitolo a parte possono essere considerate le cure palliative soprattutto tenendo presente l'ambito oncologico dell'Istituto.
Il dolore è il sintomo più comune della malattia. E' un campanello di allarme importante che segnala il rischio di perdita dell'integrità psicofisica. Se questo è vero nelle malattie acute non lo è nelle patologie croniche, quando il dolore perde la sua funzione di "sentinella " e diventa esso stesso "malattia", causa di sofferenze inutili e umilianti. Lenire il dolore è un diritto di cui tutti i cittadini devono poter godere ed è un dovere del medico in tutte le situazioni in cui il sintomo dolore non ha più alcun valore diagnostico. Se è riconosciuto il diritto a guarire, sin quando è possibile, nondimeno deve essere riconosciuto il diritto a non soffrire pene superflue.
Le malattie all'ultimo stadio che non rispondono più ai trattamenti, accanto alla sofferenza fisica presentano dinamiche complesse come:
- la perdita della posizione sociale,
- la destabilizzazione, fino alla perdita dell'identità, anche a causa dell'alterazione dell'aspetto;
- la perdita del controllo del proprio corpo,
- la perdita del proprio ruolo all'interno della famiglia;
- la paura della morte;
- il senso di abbandono, l'inquietudine spirituale, l'incertezza riguardo al futuro.
La complessità di tali aspetti richiede una considerazione integrale perché il dolore non è solo quello fisico ma è un "dolore globale.
La valutazione del dolore e la ricerca di tecniche, metodologie, modalità assistenziali ed organizzative nella medicina palliativa rappresenta un obiettivo di rilievo.
Obiettivi
Nutrizione e cancro
- identificazione di nuovi fattori di rischio legati all'alimentazione e lo studio del meccanismo di azione di tali fattori di rischio
- uso dell'alimentazione e dell'attività fisica nella prevenzione primaria del cancro e delle sue recidive
Riduzione delle disuguaglianze e aumento della qualità dei servizi sanitari resi
- promozione della qualità nell'assistenza
- gestione della cronicità
Cure Palliative
- valutazione del dolore e la ricerca di tecniche, metodologie, modalità assistenziali ed organizzative nella medicina palliativa