Carcinoma Basocellulare

I più frequenti tumori maligni della cute sono i carcinomi baso – cellulari e i carcinomi spino – cellulari, anche definiti genericamente epiteliomi.
Il carcinoma baso – cellulare (basalioma) è il più frequente. Si presenta generalmente come una formazione di piccole dimensioni, 1 cm in media, rilevato sul piano cutaneo, con bordi duri e translucidi, arrossato (telenagiectasie) e si localizza principalmente sulle parti del corpo esposte ai raggi solari, quali il volto e le braccia.
Il carcinoma baso cellulare origina da cellule immature indifferenziate dello strato basale o da cellule epiteliali pluripotenti dell’epidermide e dei follicoli piliferi. Benchè il ciclo cellulare sia di circa 9 giorni (quindi alcune settimane per raddoppiare di volume), la crescita di massa è ben più lenta, anche mesi ed anni, dato che sono solo le cellule più periferiche del nodulo a dividersi. Ciò spiega la maggior aggressività dei tumori recidivi, dove residua al primo intervento la parte più attiva del tumore.

Fattori di rischio
Il danno attinico (un fenomeno degenerativo della cute indotto dalla prolungata esposizione al sole, che si esprime nell'assottigliamento e perdita di elasticità della cute), è un fattore primario nello sviluppo del carcinoma cutaneo. La maggior parte degli epiteliomi si manifestano su cute chiara fotoesposta. La capacità (difensiva) di abbronzarsi è direttamente correlata alla quantità di melanina geneticamente presente nella cute, che non può essere manipolata e che ne determina la”fotosensibilità.” E’ importante la modalità di esposizione solare. E’ dimostrato che il rischio di sviluppare un carcinoma baso cellulare è minore in chi si espone regolarmente al sole rispetto a chi lo fa irregolarmente.

Carcinoma Basocellulare

Prima di decidere il trattamento definitivo, è indicata una biopsia incisionale nelle lesioni più grandi. Per le frequenti lesioni di piccole dimensioni , una biopsia escissionale è preferibile da subito. In ogni caso resta fondamentale una diagnosi quanto più precoce possibile.

Carcinoma Basocellulare

Il trattamento chirurgico, appropriato nella maggior parte dei casi consente l'esame istologico del pezzo. L'exeresi chirurgica (l'asportazione chirurgica dell'origine del tumore) è la metodica più usata con percentuali di cura maggiori del 90 per cento. La probabilità di cura diminuisce all'aumentare della dimensione.

L’Elettrochemioterapia (ECT) è una nuova opportunità terapeutica efficace e di facile applicazione per il trattamento locale di neoplasie cutanee e sub-cutanee indipendenti dall'istologia. E' il risultato della combinazione di due effetti: somministrazione di dosi ridotte di farmaco e l’elettroporazione delle membrane cellulari. Questo trattamento tramite brevi impulsi elettrici colpisce selettivamente le cellule neoplastiche. A contatto con l'elettricità la membrana cellulare delle cellule neoplastiche si permeabilizza tramite il meccanismo di elettroporazione, consentendo l'ingresso di un quantitativo molto elevato di chemioterapico che in questo modo riesce ad agire direttamente dall'interno distruggendo la cellula neoplastica. L'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Centro di Riferimento Oncologico di Basilicata, insieme all'Istituto Nazionale del Tumori di Napoli “Fondazione Pascale”, è l'unico centro del sud Italia ad offrire questa possibilità terapeutica.

Carcinoma Basocellulare

I raggi UV Sono la causa più importante del carcinoma cutaneo. E’ dimostrato difatti che questo è più frequente a latitudini decrescenti e ad altitudine crescente. E'una malattia tipica della popolazione caucasica, ed è inversamente proporzionale alla quantità presente di melanina per cui ed è raro che compaia in gruppi etnici a pelle scura.
L’insorgenza di carcinomi cutanei dipende prevalentemente dalla dose totale accumulata.
La prevenzione primaria passa attraverso l'uso corretto dei filtri solari, dell'abbigliamento e dell'educazione ai giusti comportamenti. L’efficacia delle metodiche di protezione dal sole si esprime nel “fattore di protezione” che consiste nel rapporto tra quantità di radiazione UVB necessaria per produrre un eritema sulla cute protetta e la quantità di UVB necessaria per produrre lo stesso eritema su cute non protetta.


FILTRI SOLARI. Possono essere sia chimici, che assorbono la radiazione UV, o fisici, che la riflettono. Sono fondamentali specie in età pediatrica, dato che il danno attinico è cumulativo. Per essere efficaci, devono avere fattore di protezione di almeno 15.


ABBIGLIAMENTO.
Offre un fattore di protezione modesto (ad es, 10 per una maglietta di cotone asciutta), è quindi importante coprirsi bene utilizzando anche cappellini per proteggre la testa e occhiali da sole.

EDUCAZIONE. E' necessario essere informati sul danno attinico. Occorre seguire piccole ma importanti raccomandazione come quella di evitare le ore “picco” della giornata, riapplicare filtri solari (almeno fattore 15) ogni 2 ore e dopo bagni, ricordare che le lampade abbronzanti forniscono quantità di UVA (co-carcinogeni) maggiori rispetto a quelle della luce solare, e che il cielo nuvoloso filtra solo il 20-40% degli UV.


CONTROLLI. La migliore cura è la prevenzione, pertanto sarebbe utile sottoporsi di tanto in tanto ad una visita di controllo dal medico specialista.